La mia intervista a Il Mattino “Con tante emergenze in ospedale sorprende che ci sia tempo per questo”

Riporto di seguito la mia intervista rilascia a Laura Cesarano per Il Mattino:

Sull’ambulanza donata dai fratelli Vanzina al Bambin Gesù c’è il loro nome “e nessuno si sogna di toglierlo”. Ma Gigi D’Alessio è un’altra cosa. Grandi successi e grandi polemiche che lo accompagnano sempre, in tandem, come del resto spesso accade per Napoli e quanto lo riguarda. E anche stavolta non si fa eccezione. Via il nome dal mezzo di soccorso, il modello più attrezzato in Europa per le emergenze neonatali, dono consegnato il 6 dicembre scorso all’ospedale di Caserta e a disposizione di tutto il territorio regionale. Sulla fiancata restano i marchi delle “acque della salute”, Rocchetta e Uliveto, che hanno firmato la raccolta fondi assieme all’artista. Ma il nome del cantante è stato coperto. Perché, come hanno fatto sapere i commissari alla guida dell’azienda ospedaliera “Nel protocollo d’intesa no era previsto che ci fosse”.

Chi l’ha avvisata della “novità”?

“Dai fan club mi hanno girato una foto via WhatsApp. Erano indignati. Ho ricevuto migliaia di messaggi di sgigi dalessio intervistaolidarietà”

Un gesto che ha definito intimidatorio

“Solo due giorni fa il primario di pediatria dell’ospedale di Caserta Attilio Romano mi aveva chiamato per darmi la buona notizia: l’ambulanza era stata appena utilizzata per soccorrere un bambino in coma epatico. Sul mezzo c’era scritto:donata da uliveto e Rocchetta insieme a Gigi D’Alessio. Era una cortesia voluta dall’azienda. Con tante emergenze e carenze, non si capisce come mai all’ospedale si dedichi tempo a occuparsi di una cosa così”.

Senza di lei la raccolta non ci sarebbe stata.

“Quando fui contattato dai dirigenti di Uliveto e Rocchetta per fare da testimonial, io proposi di fare il concerto (quello dello scorso settembre davanti alla Reggia n.d.r.). I marchi che donavano 30 centesimi per ogni fardello d’acqua venduto, avrebbero sostenuto le spese dello spettacolo io avrei partecipato gratis e avremmo venduto i dritti televisivi a La7. Il risultato fu una raccolta di 400mila euro”.

Come sono stati impiegati?

“Sono stati donati mobili all’ospedale san Giuseppe Moscati di Aversa, ristrutturato il pronto soccorso del Santobono-Pausillipon e acquistata l’ambulanza”.